Quanto vale davvero un viaggio in welfare invece che in busta paga

Mille euro di premio in busta paga e mille euro di credito viaggio non sono la stessa cosa: tra tasse e contributi, lo stesso importo lordo si trasforma in due cifre molto diverse nelle tasche del dipendente. Facciamo il conto completo — netto al dipendente, costo per l'azienda, e quanto servirebbe spendere per dare via stipendio lo stesso netto di un voucher viaggio.

Mille euro sono mille euro. Ma se quei mille euro passano dalla busta paga, una parte la prende lo Stato prima ancora che il dipendente li veda; se passano da un credito viaggio in welfare, arrivano interi.

È un conto che vale la pena fare con i numeri davanti, perché il divario è più ampio di quanto la maggior parte delle aziende immagini.

Il conto, riga per riga

Prendiamo un dipendente con una RAL intorno ai 35.000 euro: aliquota IRPEF marginale del 35%, addizionali regionali e comunali medie attorno al 2%, contributi INPS a carico del dipendente del 9,19%.

Ipotesi A — 1.000 € lordi come premio in busta paga

Lordo: 1.000 €

Contributi INPS dipendente (−9,19%): −92 €

IRPEF + addizionali (~37% sull'imponibile): ~−336 €

Netto al dipendente: ~572 €

Costo per l'azienda (con contributi datore): ~1.300 €

Ipotesi B — 1.000 € come voucher viaggio (art. 51 c.2 lett. f TUIR)

Valore erogato: 1.000 €

Tasse e contributi a carico del dipendente: 0 €

Netto al dipendente: 1.000 € pieni

Costo per l'azienda (deducibile integralmente se da accordo o regolamento vincolante): 1.000 €

Il risultato

A parità di valore erogato:

• il dipendente porta a casa circa 428 € in più (+75%);

• l'azienda spende circa 300 € in meno.

E se si ragiona al contrario — quanto servirebbe per dare al dipendente gli stessi 1.000 € netti che riceve con il voucher viaggio, ma via busta paga? Servirebbe partire da un lordo di circa 1.750 € e sostenere un costo aziendale di circa 2.280 €. Più del doppio, per lo stesso netto in tasca al dipendente.

Lo stesso conto per una PMI da 30 dipendenti

Immaginiamo un'azienda che voglia dare un credito viaggio di 1.000 euro a ciascuno dei suoi 30 dipendenti.

Netto totale ai dipendenti — Via welfare (voucher viaggio): 30.000 €; Via busta paga (per pari netto): 30.000 €

Costo totale per l'azienda — Via welfare (voucher viaggio): ~30.000 €; Via busta paga (per pari netto): ~68.300 €

A parità di valore percepito dai dipendenti, la differenza per l'azienda è dell'ordine di 38.300 euro: stesso beneficio in tasca alle persone, metà del costo per chi lo eroga.

Perché funziona così

Non c'è nessun trucco: è semplicemente il modo in cui il legislatore ha scelto di incentivare il welfare aziendale. Il credito viaggio rientra nell'art. 51 c.2 lett. f TUIR, che richiama la finalità ricreativa dell'art. 100 TUIR. Per il dipendente è fuori dal reddito imponibile e dalla base contributiva; per l'azienda il costo è deducibile — integralmente se previsto da accordo o regolamento vincolante, altrimenti nei limiti dell'art. 100 c.1 TUIR — purché erogato alla generalità o a categorie omogenee di dipendenti.

In più, a differenza di un premio cash, il credito viaggio può essere usato anche dai familiari del dipendente (art. 12 TUIR): la stessa somma sostiene una vacanza di famiglia, non solo una spesa individuale.

La sola condizione che conta davvero

Il vantaggio fiscale è automatico, una volta impostato il piano correttamente. Quello che non è automatico è che il dipendente usi il credito. Un voucher viaggio che resta inutilizzato a fine anno è valore erogato e non percepito — buono sulla carta, zero nella memoria delle persone.

È qui che la piattaforma fa la differenza: catalogo reale, prenotazione in pochi passaggi, nessun rimborso da anticipare, scadenze chiare. La parte fiscale è la più semplice; la parte che decide il successo del piano è l'esperienza d'uso.

Numeri illustrativi. Il delta varia in base alla RAL e all'addizionale regionale/comunale: sotto i 28.000 € di RAL il vantaggio si riduce (IRPEF al 23%), sopra i 50.000 € cresce ancora (IRPEF al 43%). I contributi a carico azienda sono stimati attorno al 30%, variabili per CCNL e settore. La direzione, però, resta sempre la stessa.

Volete simulare quanto risparmiereste sostituendo (o affiancando) una quota di premio con un credito viaggio? Scriveteci dalla pagina Flexible Benefit. Per capire prima la norma e cosa rientra davvero nei viaggi welfare, partite dall'articolo Viaggi e welfare aziendale: la categoria di flexible benefit senza tetto fiscale. E se volete vedere come un dipendente usa concretamente il credito viaggio, c'è Pagarti le vacanze col welfare: come funziona.

Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce la consulenza professionale. Le valutazioni fiscali, contributive e operative dipendono dalla specifica situazione aziendale, dal CCNL applicato e dall'evoluzione della prassi dell'Agenzia delle Entrate. Prima di prendere decisioni si raccomanda di consultare il proprio consulente del lavoro o commercialista di fiducia.