Se hai figli, il welfare aziendale ti ripaga spese che fai comunque: retta dell'asilo, mensa scolastica, libri, università, centri estivi, baby-sitter. Ti spieghiamo cosa puoi farti rimborsare e l'unica regola da rispettare per non sbagliare.
Se hai figli, qui c'è la cosa più bella del welfare: ti ripaga spese che fai comunque. La retta dell'asilo, la mensa, i libri di scuola: le paghi già ogni anno. Col welfare, una parte ti torna indietro.
È anche la categoria che le famiglie usano meno per pura disinformazione — molti non sanno nemmeno che si può. Si può, eccome.
→ Retta dell'asilo o del nido
→ Mensa scolastica
→ Libri scolastici
→ Retta della scuola o dell'università
→ Centri estivi e baby-sitter
Sono le spese tipiche di chi ha figli, da settembre (libri, rette, mensa) all'estate (i centri estivi). Tutte cose su cui, di solito, recuperi credito.
→ Tieni la fattura o ricevuta fiscale della spesa (la retta, la mensa, i libri).
→ La carichi nella tua area Cipay.
→ Il rimborso arriva sul tuo IBAN.
Niente moduli complicati: carichi il documento e aspetti il rimborso.
Quella che fa la differenza tra un "sì" e un "no": la fattura deve essere intestata a te o a tuo figlio.
Esempio pratico: se la nonna ha pagato l'asilo con la sua carta e la ricevuta è intestata a lei, quel rimborso non passa. Deve risultare la spesa tua (o del bambino). È l'unico dettaglio che conta davvero — controllalo prima di caricare, e sei a posto.
Le spese dei figli si concentrano in due momenti: inizio anno scolastico (libri, prima rata della retta, iscrizione mensa) e estate (centri estivi). Se tieni da parte le ricevute in quei due periodi, a fine anno ti accorgi di quanto credito hai recuperato senza nemmeno accorgertene.
Questo articolo fa parte della guida "Come usare il tuo credito welfare". Vedi anche: viaggi e vacanze e spese mediche.
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