Come faccio a sapere se ho un credito welfare? Guida pratica per trovarlo (e non perderlo)

Migliaia di dipendenti hanno soldi messi da parte dall'azienda — per la spesa, l'asilo, i trasporti, la salute — e non lo sanno, perché quei soldi non compaiono in busta paga. Ecco dove guardare, cosa chiedere in HR e perché conviene controllare prima di dicembre.

Partiamo dalla cosa che nessuno ti dice: il credito welfare non compare in busta paga. È proprio questo il motivo per cui potresti averlo senza saperlo. Sono soldi che la tua azienda ha messo da parte per te, in aggiunta allo stipendio, e che puoi usare per spese vere — la spesa al supermercato, l'asilo dei figli, l'abbonamento del treno, una visita medica, i libri scolastici. Siccome non passano dal cedolino, se nessuno te li ha spiegati bene rischiano di restare lì.

E succede spesso. Quando incontriamo le aziende e chiediamo "i vostri dipendenti sanno di avere il welfare?", la risposta più onesta che abbiamo sentito è: "Gliel'abbiamo scritto in una mail. Credo."

I tre posti dove guardare

1. La tua casella email. Cerca parole come "welfare", "credito", "benefit" o il nome di una piattaforma che non riconosci. Se la tua azienda ha attivato un piano welfare, da qualche parte c'è un'email di benvenuto con le credenziali di accesso. Spesso è arrivata mesi fa ed è finita sotto ad altre cento.

2. Il portale o l'app aziendale. Se in azienda usate già un'app per i buoni pasto o per le presenze, è probabile che il credito welfare si veda lì dentro, in una sezione tipo "il mio credito" o "wallet". Se la tua azienda usa Cipay, apri l'app: il saldo è la prima cosa che vedi.

3. L'ufficio HR (o chi fa le buste paga). Se i primi due non danno risultati, la domanda da fare è semplice e puoi copiarla così com'è: "Abbiamo un piano di welfare aziendale o dei flexible benefit? Io ho un credito attivo? Dove lo vedo e entro quando va usato?" Chi gestisce il personale sa risponderti in due minuti.

Chi ce l'ha, di solito

Non tutte le aziende hanno un piano welfare, ma le situazioni tipiche in cui un credito esiste sono tre:

L'azienda ha attivato un piano di sua iniziativa — capita sempre più spesso, anche in aziende piccole, perché a parità di costo aziendale al dipendente arriva di più rispetto a un premio in busta.

Il tuo contratto nazionale lo prevede per tutti. Alcuni CCNL (il metalmeccanico è il caso più noto) obbligano le aziende a riconoscere ogni anno una quota di welfare a ciascun dipendente. Se sei in uno di questi settori, il credito è un tuo diritto contrattuale: va solo trovato.

Hai convertito un premio di risultato scegliendo l'opzione welfare invece del cash.

Il dettaglio che conta: la scadenza

Quasi tutti i piani welfare hanno una scadenza, e nella maggior parte dei casi è il 31 dicembre. Il credito non usato, a seconda del regolamento aziendale, può andare perso o tornare all'azienda. È il motivo per cui questa verifica conviene farla adesso e non a metà dicembre, quando le cose da rimborsare vanno raccolte di fretta e qualche ricevuta manca sempre.

Ho trovato il credito: e adesso?

Dipende da come è configurato il piano, ma in generale le strade sono due: spendere direttamente (nei negozi e servizi convenzionati, con l'app) oppure chiedere il rimborso di spese che hai già fatto — rette dell'asilo o dell'università, abbonamenti ai mezzi, spese mediche, attività sportive dei figli. Quest'ultima categoria si chiama "flexible benefit" ed è quella che quasi nessuno usa fino in fondo, non perché non convenga ma perché nessuno l'ha mai spiegata.

Se vuoi il quadro completo di cosa si può rimborsare e come, lo trovi nella guida al welfare per dipendenti e nel post su come usare il credito welfare per viaggi, sanità e figli. E se il credito ce l'hai su Cipay, dall'app si fa tutto da lì: saldo, spesa, richieste di rimborso con la foto della ricevuta.